|
Come realizzare il cordame per i nostri modelli navali costruendo una macchina commettitrice
Il modellismo navale ci regala anche il piacere di commettere in scala il cordame da utilizzare per l'attrezzatura del nostro modello. Che sia un'imbarcazione tipica, un brigantino o un grande vascello, i diametri delle manovre: dormienti o correnti, sono abbastanza vari da farci decidere di costruire una piccola macchina commettitrice. L'idea di base; gli elementi principali: masuola e parte mobile; il principio di funzionamento senza l'uso della pigna; nascono dalla passione e dalle varie esperienze che i modellisti-fai-da-te hanno profuso per la realizzazione dei cavi per le manovre dei modelli. Ognuno, chi più chi meno, ha umilmente donato il proprio contributo, per lo più attraverso il web, al fine del miglioramento del congegno. Gli elementi manufatti direttamente dalla canapa e costituenti il cavo finito sono:
Tre legnuoli unitamente commessi a destra 'Z' formano il cavo piano che prende il nome di 'cordone' se verrà a sua volta usato quale elemento per la fattura di un cavo torticcio. Tre o quattro cordoni unitamente commessi a 'S' formano un cavo torticcio. Ho disegnato lo schema che segue per rendere la spiegazione più immediata. Voglio inoltre specificare che orario/antiorario, destrorso/sinistrorso si intendono i versi di rotazione dei ganci della masuola e del disco rotante visti mettendosi dietro alle rispettive macchine.
LA PARTE MECCANICA IL FUNZIONAMENTO Realizzare in canapa i cavi nella scala di costruzione del modello resta un'operazione, almeno per me, alquanto difficile. La prima ragione è quella che non saprei creare i trefoli direttamente dalle fibre, la seconda ragione è che la canapa mi sembra un po' troppo grossolana per rappresentare il cordame in miniatura. Il ripiego, usuale, è quello di servirsi del comune cotone da cucito e da uncinetto. In commercio si trovano diverse misure di filati ritorti quasi sempre a 'Z'. Questi, con la dovuta valutazione del diametro e del grado di torcitura, si prestano a quattro diverse soluzioni: 1) usare il filato a 'Z' come trefolo. A rigor di logica non sarebbe corretto in quanto come ho già detto il trefolo non è altro che la striscia ritorta; però per i diametri molto piccoli, arbitrariamente ne possiamo ricavare dei legnuoli più robusti. Come facciamo: si continua per un po' a torcere in destra con i ganci della masuola, poi si avvia il disco rotante in sinistra. 2) usare il filato a 'Z' come legnuolo. Per prima cosa bisogna invertire il verso di commettitura, questo si può farlo facendo girare i ganci della masuola in senso orario. La rotazione azzererà la torsione a 'Z' e la invertirà ad 'S' nel suo girare. Tutta questa operazione sarà fatta nel confezionare un cavo piano. 3) usare il filato a 'Z' come cavo piano. Non c'è nessuna operazione di commettitura da fare. Si usa, sic et sempliciter, il filato così com'è. 4) usare il filato a 'Z' come cordone. Una volta posizionati i tre fili (cordoni) tra la masuola e la parte mobile si da' un poco di rotazione destra ai ganci della masuola. Dopodichè si aziona il disco rotante facendolo girare in senso orario fino ad ottenere un cavo torticcio ('S').
Fermare la masuola quando il grado di torsione dei legnuoli è sufficiente; fermare il disco rotante quando si ritiene opportuno che la commettitura a 'S' o a 'Z' sia finita; dosare la zavorra della parte mobile; non sono a mio avviso, assolutamente standard da seguire. Difatti tutto è legato alla qualità del filato, alla lunghezza e al diametro degli stessi, al numero di giri dei motori e così via. Bisogna quindi che ognuno, divertendosi, trovi i giusti parametri che soddisfino le esigenze proprie e del modello che sta costruendo. Altra scelta personale se partire dal trefolo o dal legnuolo. La cosa più complicata da fare è la misurazione dei diametri sia per i filati nonché per i cavi commessi. Il sistema di misurazione più usato e, a mio avviso, il più valido è quello di usare un rettangolo di cartoncino pesante o di compensato e avvolgervi intorno parallelamente al lato corto tanti giri accostati ma non compressi di fili. Una volta misurato in mm lo spazio occupato e poi diviso per il numero delle spire, si ottiene con una buona approssimazione il diametro del singolo filo. Vien da se che più spire si fanno maggiore è la precisione della misura. Detto questo posso passare ad illustrare: come ho costruito la masuola
[424] |














